relitti antichi

Tracce di storia popolano la nostra terra… e i suoi fondali

Nel mare della Toscana, già ricco di meraviglie emerse, si incontrano miriadi di meraviglie sommerse. Alle bellezze naturali si aggiungono anche i frutti della storia umana: in questi ultimi anni sono stati localizzati ed ispezionati ben 8 siti di naufragi romani in acque profonde da 300 a 500 metri. Lo scorso anno le ispezioni rivelarono un “nuovo” antico relitto nelle acque tra Capraia e Gorgona, mentre nel 2012 fu scoperto il relitto della “Corazzata ROMA”.

Da alcuni di questi relitti è stato possibile recuperare oggetti di grande valore storico, senza i quali alcune informazioni preziose della nostra storia non sarebbero mai giunte fino a noi.

relitti-antichi11Il recupero dell’anfora dal Relitto Daedalus 17 ha portato alla luce un’anfora rodia di I secolo, che conservava ancora al suo interno parte del contenuto che trasportava: piccoli semi di cui si è potuto esaminare la natura. Talvolta, come in questo caso, il carico è composito e comprende anfore di varia provenienza: greche, fenice, ispaniche vasi per versare. Una storia di navigazioni e traffici di 2000 anni fa, attraverso le rotte dell’arcipelago toscano verso la Gallia, con merci di provenienza lontana.

Per non parlare della stessa meravigliosa Anfora di Baratti, ammirabile in tutta la sua bellezza al Museo Archeologico del territorio, in Piazza Cittadella a Piombino, che fu rinvenuta accidentalmente in mare tra le reti di un pescatore pugliese nel 1968, peraltro notevolmente danneggiata dall’estremità di un’ancora prima del magnifico restauro. Anche quest’oggetto di fattura estremamente pregevole, in argento quasi puro (94-96 %), avrebbe potuto costituire un felice ritrovamento durante un’immersione diving.

Anfore come queste passano poi al reparto restauro della Soprintendenza Archeologica; operazioni che testimoniano una proficua collaborazione fra gli Enti preposti e i privati, con mezzi di avanzata tecnologia e talvolta un’industria di ricerca sottomarina. Ma è importante la collaborazione di tutti, anche di coloro che, amanti del diving, durante immersioni anche meno impegnative abbiano la fortuna di imbattersi in probabili preziose testimonianze del nostro passato. E’ un segno che siamo stati prescelti per far parte di questa scoperta senza fine.

Proprio in questo periodo si torna a parlare di relitti nel mare di Piombino, nell’ambito di un ideale percorso sulle testimonianze e memorie dei due conflitti mondiali ancora visibili sul nostro territorio. Proseguono infatti le iniziative locali per ricordare i cento anni della prima guerra mondiale (1914-1918/2014-2018), secondo il programma inaugurato il 4 novembre 2014 dall’Amministrazione comunale di Piombino, con la partecipazione de scuole e associazioni con eventi e iniziative proprie.

Un itinerario tra luoghi e personaggi della I e II guerra mondiale che coinvolga Piombino, Campiglia Marittima e Suvereto, è il tema di un convegno organizzato recentemente con la collaborazione delle scuole Piombinesi e nell’ambito del quale il gruppo subacqueo della Lega Navale Italiana di Piombino ha poi proiettato il video sul ritrovamento del piroscafo Washington, affondato nel nostro canale dagli austriaci il 23 maggio 1916.

100 ANNI DEL WASHINGTON

Il 22 maggio, con mare limpido e vento di maestrale, in occasione del centenario dell’affondamento, il Gruppo Subacqueo della Lega Navale Italiana di Piombino ha organizzato un’immersione al relitto che ancora giace tra Palmaiola e il Cavo, ad una profondità di 40 m.

LA STORIA. Il piroscafo italiano Washington parte alle prime luci dell’alba del 23 maggio del 1916, viene colpito dai siluri del sommergibile della Marina Imperiale Austriaca U 39, affondando così nel canale.
L’equipaggio si salvò grazie alla solidarietà degli Elbani, che raccolsero i naufraghi dopo aver abbandonato la nave. Un gesto bellissimo di solidarietà e fratellanza.

Varato nel 1880, fu una nave passeggeri lunga 107 metri, larga 12 e alta 8, che cominciò le sue navigazioni nell’agosto del 1880, con il viaggio Palermo-New York. Nel dicembre del 1908 era a Messina e prestò soccorso alla popolazione devastata dal terremoto. Durante la I guerra Mondiale il piroscafo venne sfruttato per il trasporto di materiale bellico per i vari porti italiani. Il mattino in cui venne affondato era carico di tonnellate di mercanzie e mille passeggeri: il 23 maggio del 1916 i siluri lanciati dal sommergibile Austro-Tedesco “U39”, affondarono il Washington sul Canale di Piombino nelle vicinanze dell’isolotto di Palmaiola. Le scialuppe di salvataggio vennero calate tempestivamente e tutti i passeggeri che erano a bordo si salvarono soccorsi dagli abitanti di Rio Marina dell’Isola d’Elba. Quel che resta del relitto giace alla profondità di 40 metri, ricoperto e popolato da meravigliose creature marine. Purtroppo il piroscafo non è ben conservato e tra il ’53 ed il ’61 si svolsero le operazioni di recupero dei vari materiali affondati con la nave, ciò nonostante è ancora ricco di segnali della sua presenza: in mezzo alle lamiere piatti, vasellami e contenitori sono sparsi dappertutto. Vale la pena esplorare anche il fondale che lo circonda.

Indubbiamente indescrivibile il fascino di potersi trovare sospesi nelle acque su di un relitto che “raccoglie” in se’ le tracce di così tanta storia.

INFORMAZIONI PER GLI APPASSIONATI:  profondità minima -20 metri, profondità massima -40 metri, brevetto minimo richiesto – Advanced Open Water Diver.
Ma sono moltissime le possibilità per gli amanti del diving e delle emozioni forti che può dare la scoperta di simili testimonianze, perché ogni volta di una scoperta si tratta, dato che ogni immersione, data la sua brevità e il carattere mutevole del mare e dei suoi finadli, può donare prospettive diverse.

Immergersi su di un relitto è sempre un’emozione unica. Mentre si discende verso il basso, e si scruta nella poca luce che filtra cercando di cogliere immagini, all’improvviso compaiono contorni indistinti che per qualche istante ci confondono… ma infine un relitto appare e mentre ci si cala sopra di lui, appare sempre più grande, immenso, come un altro universo dentro l’universo sottomarino, e tremendamente maestoso…

La particolarità di queste immersioni è che anziché essere habitat naturali, i relitti sono opere dell’uomo, sulle quali però la natura interviene negli anni e nei secoli. Per questo motivo offrono un’attrattiva e un’ opportunità di immersione molto diversa dagli ambienti “naturali”. Il mondo marino si impossessa poco a poco di una nave affondata o di un qualunque relitto e lo trasforma, in tempi relativamente brevi, in un reef brulicante di vita!

aquiladimareTra gli altri relitti della zona, ad un paio di minuti di navigazione, esattamente fuori dalla punta estrema di Baratti su un fondale sabbioso profondo 24 metri giace un altro interessante relitto, il Caligola, una piccola draga affondata per maltempo nel Golfo di Baratti, ormai quasi completamente ricoperta dal fango. Resta però visibile il castello di poppa ed ancora si possono  riconoscere i cucchiai per dragare. Un ciglio di tufo basso lì vicino si presenta ricco di spugne e nudibranchi, ad arricchire l’immersione.

Inoltre, poco a Nord di Piombino c’è un fondo fangoso che degrada abbastanza lentamente. Qui si trovano numerosi relitti di navi da guerra silurate o cannoneggiate durante la prima (Caboto, G32) o la seconda guerra mondiale (Capacitas, Gabriele, Otto). I relitti dell’ultima guerra sono nella maggior parte dei casi motozattere da sbarco tedesche. A causa delle caratteristiche del fondale spesso le condizioni di visibilità sono critiche: questo è il grande limite di questi interessanti relitti. Ovviamente è necessario immergersi con una visibilità sufficiente per la sicurezza e il divertimento del subacqueo. E a volte questa condizione necessaria è possibile prevederla con successo. Con le condizioni favorevoli ce ne sono per tutti i gusti e i gradi di esperienza: dai i tech wreck, come il caboto ed il capacitas a quelli meno profondi, come Otto o il G32.

In Italia l’immersione sui relitti sommersi è spesso regolamentata da ordinanze del Circomare e delle Capitanerie di Porto-Guardia Cpstiera. Pertanto vi consigliamo di informarvi prima di pianificare -accuratamente- un’immersione, cosultando il sito web della Guardia Costiera o contattando telefonicamente gli uffici marittimi locali.

Ufficio Circondariale Marittimo di Piombino (dal Lunedì al Sabato dalle ore 09.00 alle ore 12.00 e apertura pomeridiana il Mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 16.00 )

Indirizzo : Piazzale Premuda n. 19 – 57025 Piombino (LI)

Telefono : 0565221000 – 0565224240

Fax : 0565261011

Posta certificata : cp-piombino@pec.mit.gov.it

E-mail: piombino@guardiacostiera.it; ucpiombino@mit.gov.it; cp-piombino@pec.mit.gov.it

WEB: http://www.guardiacostiera.gov.it/organizzazione/Pages/ufficio-circondariale-marittimo-di-piombino.aspx

Come raggiungerci : Le ferrovie assicurano un collegamento di linea Piombino – Campiglia, la cui linea è connessa a quella Genova/Pisa/Roma. Il porto di Piombino è connesso alla grande viabilità stradale con la S.S.398, la S.S.1 (vecchia Aurelia) e Superstrada Aurelia.

Concludiamo con dei bellissimi versi “rubati” a da “Memorie d’acqua” dei poeti locali Capotosti e S.Leonelli

"Ma ogni atto che l'uomo compie abbandonando sul fondo del mare 
ciò che vuole distruggere e dimenticare, da iniziale invasione si tramuta 
col tempo e con la paziente clemenza della natura in qualcosa di buono, 
in qualche modo, per altre forme di vita"...