Suoni e parole nella Tomba dei Carri

Una novità vi aspetta alla Necropoli del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, scopriamola insieme!

A partire da domenica 6 agosto, infatti, sarà possibile assistere alla realizzazione del percorso sonoro alla tomba dei Carri. Realizzata con i fondi del progetto ARCUS, la sonorizzazione della Tomba dei Carri prevede un allestimento in musica, suoni e un brano recitato che, grazie a un sistema di sensori, si attiva automaticamente entrando nel monumento.

Quando i visitatori accedono alla tomba partirà il suono di diversi strumenti antichi tra cui la cetra e l’aulos che, in progressione, andranno a comporre una musica.

Al termine partirà un brano, recitato da un attore professionista, tratto dal libro XI dell’Odissea, dove si racconta della discesa agli inferi di Ulisse che, tra gli altri, incontra Achille.

La realizzazione tecnica è a cura dell’ing. Ennio Pepe, la composizione musicale è di Francesco Landucci del progetto di archeologia sperimentale sonora, mentre il progetto e il coordinamento è di Parchi Val di Cornia.

Sabato 5 agosto ci sarà la presentazione di questo allestimento alle ore 18 che sarà attivo a partire da domenica 6 agosto.

Il 5 agosto il programma prevede:

  • ore 18 presentazione del progetto;

  • per chi partecipa solo alla presentazione senza visitare la necropoli l’ingresso è gratuito;

  • per gli intervenuti sarà offerto un aperitivo alle ore 20.00 circa e a seguire Francesco Landucci farà una performance sonora con strumenti antichi.

La visita all’interno della tomba sarà una narrazione immersiva, con musica e parole che andranno ad aggiungersi alla classica visita dell’area della Necropoli di San Cerbone che si estende per circa dieci ettari all’interno del golfo di Baratti. Qui potrete incontrare una serie di tombe monumentali a tumulo e a edicola, nonché alcuni imponenti edifici, costruiti con una accurata e sapiente tecnica muraria. Fra le tombe a tumulo, la tomba dei Carri è la più monumentale (il diametro del tumulo misura circa trenta metri), con un lungo corridoio di accesso alla camera centrale, su cui si aprono le tre cellette laterali all’interno delle quali furono recuperati i resti due carri, un calesse con le ruote rivestite di bronzo, ed un carro da corsa decorato da lamine di bronzo ageminate in ferro e prodotto attorno alla metà del settimo secolo avanti Cristo in una officina locale.