Suvereto: un salto nel medioevo

Il 29 e 30 novembre e dal 6 all’8 dicembre: SAGRA DEL CINGHIALE: banchi di artigiani, punti di ristoro, curiosità e artisti. Ingresso libero.

A Suvereto si arriva dal mare, percorrendo l’Aurelia lungo la Costa degli Etruschi e deviando verso l’entroterra all’altezza di Piombino e Venturina Terme. Ma la sua cultura e le sue tradizioni sono tutte rurali, mentre il paesaggio che si incontra è già quello della collina toscana, seppure con impresse le tracce indelebili dell’ambiente di Maremma, dell’instabile e fascinoso equilibrio tra uomo e natura. Suvereto è un suggestivo borgo di origine medievale, ancora oggi cinto di mura, a pochi passi dalla città etrusca di Populonia, in Toscana.
Centro dal clima particolarmente mite, è situato sulle dolci pendici che dalla valle del fiume Cornia salgono verso le colline metallifere; da queste prime alture si scorgono il Mar Tirreno, il Golfo di Follonica e l’Isola d’Elba. Alle sue spalle si snodano strade e sentieri in direzione delle città di Massa Marittima e Volterra. Il territorio ricco di sughere, olivi secolari e viti, riflette i caratteri dell’economia locale, basata tradizionalmente sull’agricoltura, le attività forestali e l’allevamento ed oggi anche su artigianato e turismo. In particolare i boschi di sughere, mescolate alla profumata e variegata macchia mediterranea, conferiscono al paesaggio una impronta esclusiva: il sughero, che qui chiamano più dolcemente suvero, è all’origine del nome stesso del paese ed è raffigurato nello stemma comunale insieme ad un leone andante, che un tempo si dice fosse rampante, quasi a testimoniare l’antica importanza di Suvereto.
L’insediamento sparso delle case coloniche, eredità dell’organizzazione mezzadrile dell’agricoltura, caratterizza sia la parte pianeggiante adiacente il corso del Cornia che i primi rilievi collinari che fanno da corona al capoluogo; mentre le pendici del Monte Calvi e la zona di Montioni sono quasi interamente coperte di boschi e macchie, ricche di molte specie di fauna e flora selvatiche che rendono queste località tra le più pregiate della Val di Cornia dal punto di vista ambientale. La vasta area boscosa di Montioni, in particolare, è divenuta di recente un grande Parco provinciale nel quale si snodano percorsi per il trekking e passeggiate a cavallo tra risorse naturali e resti archeologici di varie epoche. (cfr. scheda Montioni e i Parchi della Val di Cornia). Un sistema di poggi (Monte Peloso, Monte Pitti, Poggio Castello) rende il vasto territorio di Suvereto ancora più vario, ricco di scorci paesaggistici, di ambienti naturali e di valori storici in parte ancora da scoprire e valorizzare.
Le case del centro storico, oggetto di decenni di restauro, hanno assunto il color della pietra; una pietra viva come lo spirito della gente di Maremma, abituata a vivere a contatto diretto con la natura e nello stesso tempo aperta e curiosa del nuovo. Il fiume Cornia solca tutta la pianura con velocità diverse a seconda della stagione, disegna anse e meandri, si stringe tra gli argini o si allarga sulle golene: costituisce, in ogni caso, un ambiente naturale da scoprire, un asse di vita intorno al quale si sono succedute nel corso del tempo attività economiche, forme di caccia e di raccolta, insediamenti produttivi. Lungo il fiume, che dà il nome all’intero comprensorio, si estende la Val di Cornia, uno dei sistemi territoriali più vivaci della Toscana, dove l’integrazione fra il turismo e le risorse ambientali e culturali trova ormai una delle migliori espressioni.